La tenda rossa

“Per inaugurare questi incontri, oggi vi propongo un libro a me caro; una dolce storia in grado di parlare al cuore delle donne e anche degli uomini e, per questa sua particolare qualità, ve lo consiglio vivamente!”

La Tenda Rossa è la lettura morbida della sera, quella da assaporare un po’ per volta, per lasciare sulla porta le fatiche di una giornata, di una vita che, spesso, non ci appartiene completamente.
Il romanzo di Anita Diamant narra la storia di Dina, unica figlia femmina di Giacobbe, patriarca della Chiesa e fondatore dell’Ebraismo.In questo tempo lontano, quasi avvolto da una sottile nebbia che conduce il lettore sul filo del sogno, si dipana la vita di Dina e delle sue madri, le mogli di Giacobbe.Sul sottofondo delle vicende biografico-storiche della famiglia del patriarca, spicca come un tempo musicale vivo e andante, la vita al femminile che vede come luogo emblematico, come tana, rifugio, appunto, la tenda rossa. La connotazione cromatica di questo posto è strettamente connessa al ciclo mestruale, vissuto come sacro dono da Dina e dalle altre donne del clan di Giacobbe.Nella tenda rossa, le donne trovano riposo, partoriscono, soffrono, a volte muoiono, si consultano per le decisioni importanti restando immerse in un abbraccio di accoglienza e di amorevolezza le une verso le altre.Nonostante il romanzo di Diamant sia ambientato in epoche lontanissime, quasi appartenenti ad altri mondi, pone, in realtà, al centro una tematica molto attuale: l’essere donna e la sacralità del femminile.Si tratta di un vero e proprio antichissimo movimento culturale, in alcuni momenti storici perduto e disdegnato, ma oggi possiamo assistere a un suo fortunoso recupero.Infatti, non a caso, si è verificata una rinnovata diffusione di tende rosse intese come un tempo, più che un luogo, di ritrovo tutto al femminile. In questo spazio, le donne del 2000 possono dedicarsi un momento per Sé, respirando, confrontandosi, chiacchierando con altre donne mentre compiono, magari, dei lavori manuali proprio come un tempo. Nella libertà che caratterizza il cerchio di sorelle d’anima, si può avvertire forte la disponibilità all’ascolto e al sostegno reciproco.

Tornando al romanzo di Anita Diamant, è interessante notare come i personaggi femminili appaiano chiaramente agli occhi dei lettori, quasi si materializzassero li davanti. La caratterizzazione risulta armonica e accattivante, soprattutto per le lettrici che, con naturalezza, possono rispecchiarsi nei tratti di Dina, Lia o Rachele e delle altre sorelle.
Anche ai protagonisti maschili è dedicato uno spazio caratterizzato da tratti più netti, decisi, legati alla dimensione del lavoro, del fare.
Il libro si compone di tre parti. Ognuna delle quali risulta ben definita in quanto la numerazione dei capitoli, per ogni sezione, riparte sempre da uno. A mio avviso, questa scelta offre una scansione temporale universale ossia connessa alle epoche della vita umana: infanzia, giovinezza – adultità e, infine, vecchiaia. Inoltre, in questo modo, anche i tempi della storia narrata risultano ben scanditi, definiti. La scrittura fluisce in una sintassi semplice.Ma La Tenda Rossa è soprattutto un libro di cuore, di sensazioni che è possibile assaporare a ogni pagina. La mia impressione è stata quella di ritrovarmi accanto a Dina, nell’accampamento, intente a cuocere il pane. Anche le emozioni più forti legate ai momenti dolorosi della storia hanno risuonato in me.
Questa lettura può riaccendere ancestrali ricordi di una vita antica trascorsa in perfetto accordo con la Natura, grande madre, fonte sacra, vera protagonista del racconto, presenza costante anche se in sordina.I sogni che danno la guida all’agire degli uomini, il dialogo con Dio che si realizza tramite offerte sacrificali e libagioni. Tutti i momenti della vita ordinaria assumono, in questa storia, un carattere sacro e di vera comunione con l’esistenza.Anche il rapporto descritto tra la comunità degli uomini e quella delle donne si fa emblema, trasformandosi quasi in un archetipo a cui far riferimento nei momenti, attuali, di confusione e smarrimento. Questo perché tali legami si delineano nel nome del rispetto, della parità e della presenza cosciente di entrambi.
La Tenda Rossa è un romanzo intenso che tocca le grandi tematiche: l’amore, il dolore, la nascita e la morte. Lo fa con la delicatezza di una fiaba, di una storia che insegna ma senza stordire o impressionare in modo grave.Infine, per un lettore attento, è possibile individuare tracce di un sentiero volto alla riscoperta di Sé, di una cultura saggia e molto antica che merita, ancora oggi e forse soprattutto oggi, di essere ri – conosciuta e percepita – vivida e pulsante – nel cuore di ognuno.

Sveva Borghini