KOSMONAVT

Cristian, questo è il suo vero nome ma Kosmonavt sicuramente è la sua pelle, il suo essere.
Una di quelle persone che lo senti da lontano che ha delle marce in più, il suo lavoro è totale, occupa corpo, spazio e mente avvolti in una coperta di magia narrativa
che abbraccia l’interlocutore immergendolo in una vera e propria vasca di emozioni.
D’altra parte è un performer, in qualche modo il termine moderno del giocoliere, colui che ti ammalia con il suo saper fare e ti tiene lì incollato raccontandoti una storia.
La sua figura, multidisciplinare, poliedrica è quella del camaleonte, lui stesso si veste di ciò che la sua poesia descrive e lo propone colorando le parole con la fantasia.
Cristian nasce nel 1986 è un poeta performativo, performer e attivista lgbt+, entra nella scena della poesia performativa dal 2017 e diventa membro attivo della Lega Italiana Poetry Slam con lo pseudonimo di Kosmonavt.
Performer dal 2012 nella Compagnia di teatro danza Ordinesparso di Sarzana vince il Secondo premio Sinestetica 2019 per la sezione di Videopoesia.
La prima volta che abbiamo visto uno dei suoi video siamo rimasti a bocca aperta, la profondità del sentire interiore con cui si esprime, incendia e smuove
con prepotenza le pareti dello stomaco, la sua voce, poi la ciliegina sulla torta.

“La funzione delle parole si pone al centro della narrazione all’interno delle mie poesie. La sfida è quella di creare un linguaggio che ci rappresenti e che permetta il soddisfacimento dell’espressione. La vita ha la necessità di essere spiegata con ogni mezzo possibile e il linguaggio con cui esprimerla deve essere raggiungibile a tutti, per questo la ricerca di supporti quali video, musica e fotografia sono indispensabili. L’esistenza è una descrizione personale della realtà che va ad aggiungersi ad un sentimento necessario di collettività. Allora, la scrittura diventa mezzo per raccogliere e avvicinare questa collettività. I versi, accompagnati dalle immagini e dai suoni, diventano strumento per legare e riconoscersi come umanità gli uni negli occhi degli altri.”

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